Monte Grappa

Insolito

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Era il lontano 2003

Nasceva MontegrappaQuad, un'avventura insolita


Un Montegrappa insolito

Dal lontano 2003 il Monte Grappa fa da scenario ad una disciplina per coloro che, oltre al solito trekking o mountain bike, vogliono cimentarsi in qualcosa di diverso. Per i più avventurieri, che amano i brividi e hanno voglia di visitare gli angoli più insoliti e nascosti del Massiccio del Grappa, consiglio di provare le emozioni che offre il Quad. La moto a quattro ruote, adattissima per i fuoristrada, permette di addentrarsi dove macchina, bici o gambe non riescono a portarvi. Non serve alcuna preparazione o dote particolare, solo qualche dettaglio tecnico da seguire perché chiunque può mettersi alla prova e tentare questa divertente avventura che garantisce un divertimento assicurato.

Quello provato ci ha impegnati un’intera giornata: da Valle Santa Felicita abbiamo seguito in falsopiano le pendici del Massiccio attraverso le splendide campagne di Semonzo, Borso, Crespano e Paderno fino a raggiungere il Tempio Canoviano a Possagno. Le strade sterrate si alternavano a quelle asfaltate costeggiando campi coltivati e incolti a piccole borgate in pietra. Dal Tempio del Canova è iniziata la prima vera salita verso il Monte Palon da cui si gode un panorama incantevole che, nelle fulgide giornate di sole, permette di allungare l’orizzonte fino a scorgere le prime propaggini degli appennini.

Il percorso prevedeva di addentrarsi verso la Val Scura per poi aggirare il Monte Meatte e raggiungere Cima Grappa. Purtroppo l’inaspettata e abbondante neve caduta da poco ha bloccato l’accesso e ci ha così costretto a scendere lungo la Valle di San Liberale per poi risalire da Semonzo attraverso Campocroce. Da qui ci siamo spostati lungo la Valle d’Oro che conduce in località Lepre dove abbiamo sostato per il pranzo. Nel pomeriggio abbiamo azzardato a spingerci all’interno di alcuni boschi che, nelle zone in penombra, raccoglievano tracce di neve compatta che stenta ancora a sciogliersi nonostante l’imminente arrivo della primavera. Successivamente ci siamo spostati lungo il Finestron che ci ha consentito vedute mozzafiato sulla profonda gola della Valsugana permettendo di intravedere, tra la fitta vegetazione, i tipici terrazzamenti del Canal di Brenta e le varie borgate situate lungo il fiume, fino a raggiungere il Col Moschin - da cui invece si può volgere lo sguardo sul Campanile di Solagna, posto appena sotto e poco più a sud riconoscere il Ponte Vecchio e l’intera cittadina di Bassano col Fiume Brenta.

La discesa è avvenuta per Camposolagna e siamo quindi giunti a Romano d’Ezzelino. La giornata è terminata solo al calar del sole, l’esperienza è stata entusiasmante grazie soprattutto all’ottima preparazione e simpatia della guida che ci ha sapientemente guidato dove mai avremmo immaginato.


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